Il bello dell'abitare a Villa Monastero: l'atrio e lo scalone

Continuiamo il nostro percorso alla scoperta di Villa Monastero. Dopo aver visitato la Sala Nera entriamo nell'atrio ai piedi dello scalone monumentale.

 

L'atrio di ingresso è ancora quello seicentesco: nel 1567 infatti l'antico convento cistercense venne soppresso per volere del cardinale Carlo Borromeo a causa dell'esiguo numero di monache rimaste e il nuovo proprietario, Lelio Mornico, trasformò in villa l'antico monastero. 

 

Lelio Mornico realizzò per la sua dimora un ampio atrio, che conteneva anche una fontana (una sorta di ninfeo), ma l'aspetto attuale dell'atrio deriva dalle trasformazioni volute dal penultimo proprietario, l'industriale tedesco Walter Kees il quale, a fine Ottocento, lo ridimensionò notevolmente, facendo demolire anche la fontana, per costruire lo scalone monumentale dalla vivace cromia che possiamo ammirare oggi. 

 

La forma del nuovo scalone sembra trarre spunto da quello della Biblioteca di Lipsia, città d'origine del Kees; notevoli sono i quattro pannelli in maiolica dipinta che raffigurano lo scienziato Hermann Ludwig Ferdinand von Helmholtz, il filosofo Immanuel Kant, lo scultore e architetto Andreas Schlüter e il musicista e compositore Johann Sebastian Bach. 

 

Atrio e scalone - scheda descrittiva

 

Foto di Christian Sciannamè


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