Il bello dell'abitare a Villa Monastero: Antibagno e Bagno

L’inusuale bagno in stile pompeiano, noto anche come bagno di Re Faruk per gli evidenti richiami orientaleggianti, venne fatto costruire per volere del Kees durante la campagna di lavori di ristrutturazione operati tra il 1897 e il 1912.

 

Era dotato di tutti i comfort dell’epoca, riscaldato dal potente impianto centralizzato di produzione tedesca che forniva acqua calda e illuminato da un lampadario ed eleganti applique in bronzo dorato. La ricerca di raffinatezza si nota nella cura riservata ai particolari, come si può osservare ad esempio nel rubinetto con maniglie a teste di cigno e terminazione del tubo a becco.

 

Le pareti dell’antibagno risultano ancora rivestite con la tappezzeria originaria, anch’essa di produzione tedesca, particolare soprattutto nei motivi decorativi di gusto floreale.

 

L’imponente vasca da bagno in maiolica lucida azzurra e blu cobalto, introdotta da scalini affiancati da piccoli obelischi in marmo, è adornata da pannelli con nereidi, sirene e motivi acquatici collocati nella parete di fondo.

 

È forse riferendosi proprio a bagni di questo tipo che Jacob von Falke nel 1873 scrisse che l’uomo moderno “abita e dorme nel Settecento, ma cena nel Cinquecento, a volte fuma il sigaro e beve il caffè in Oriente, mentre fa il bagno a Pompei o nell’antica Grecia”.

 

Antibagno e bagno - scheda descrittiva

 

Foto di Christian Sciannamè


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