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Atrio e Scalone

L’impianto dell’atrio è ancora in parte quello seicentesco, citato pure negli inventari settecenteschi, dove viene indicato che era presente “una fontana alla mosaica”, ma l’aspetto e le decorazioni risalgono invece alla famiglia Kees (1897), che volle imitare lo scalone della biblioteca di Lipsia, città natale di W. E. J. Kees, il quale personalizzò l’ambiente con il proprio stemma. I pannelli in maiolica, lungo la parete verso il lago, esaltano il mondo artistico e delle scienze: sono raffigurati i busti ritratto del fisico H.K.F. von Helmoltz, del filosofo I. Kant, dell’architetto scultore A. Schlüter e del compositore J.S. Bach. Nella nicchia centrale il gruppo scultoreo con il Ratto delle Sabine in serpentino; preziosi e variopinti marmi ricoprono pareti e scale.

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